Diana 5 è lo studio progettato dall'Istituto Nazionale Tumori di Milano per valutare l'effetto della dieta e dell'attività fisica sulla recidive dei carcinomi alla mammella, cui partecipa il CROB.

Lo scopo di questa attività, condotta per conto del IRCCS CROB, era valutare la composizione del microbiota fecale (che viene modificato significativamente dalla dieta) in funzione del gruppo di appartenenza.

32 pazienti della coorte DIANA5 (10 del gruppo di controllo e 22 del gruppo di intervento), reclutati dall'IRCCS CROB sono stati richiamati presso il CROB e sottoposte ad analisi cliniche, misurazione di parametri antropometrici, ad un set di 4 questionari (questionario anamnestico, questionario rischio diabete, questionario dieta mediterranea, questionario EPIC per la frequenza di consumo di alimenti). Alle pazienti è stato chiesto di consegnare un campione di feci che sono state conservate a -20°C e consegnate al laboratorio di Microbiologia industriale della Scuola SAFE, presso il quale è stato estratto il DNA genomico microbico che è stato utilizzato per il sequenziamento. Per lo studio della diversità microbica del microbiota fecale è stato utilizzato il pirosequenziamento della regione V1–V3 del gene per il 16S rRNA mediante amplificazione di un frammento di 520 bp. Il pirosequenziamento è stato condotto su una piattaforma GS Junior platform (454 Life Sciences, Roche, Italy).

Utilizzando i dati forniti con il questionario EPIC, la cluster analysis gerarchica se era possibile raggruppare le pazienti sulla base della composizione della dieta sulla base dei gruppi IMIEI (escluso caffè e tè e bevande alcooliche; dati espressi in grammi per 1000 cal).  Le pazienti venivano raggruppate  in 5  cluster (i cluster sono stati identificati con numeri) (vedi figura in alto).

L'analisi della diversità del microbiota intestinale (la cui composizione dipende formtemente dalla dieta oltre che dallo stile di vita) ha permesso di identificare al livello di specie o superiore 212 diverse OTUs (Operational Taxonomic Units). Le diverse pazienti sono state raggruppate sulla baase della composizione in generi del microbiota fecale in due enterotipi principali, ciascuno dei quali conmposto da sottogruppi.

La composizione in generi dei diversi enterotipi è riportata nella figura successiva.

La differenza principale fra i due gruppi di enterotipi (1 e 2) era nella prevalenza relativa dei generi Bacteroides e Prevotella, mentre altri generi il cui ruolo è importante per la funzionalità del microbiota (Faecalibacterium, Eubacterium, Roseburia, Alistipes etc.) differenziavano i subtipi. Benché i diversi enterotipi non avessero una chiara relazione con l'appartenenza ai due gruppi di Diana 5, era evidente la relazione fra dieta dichiarata dai soggetti ed enterotipi. In particolare l'enterotipo 2 era associato ad un maggiore consumo di carne e il 2a ad un maggiore consumo di bevande zuccherate, mentre gli appartenenti al gruppo 1a dichiaravano una maggiore aderenza alla dieta prevista per il gruppo di intervento in Diana 5 (consumo di cereali integrali, frutta a guscio). Anche se il numero di dati sono ancora insufficienti, l'analisi suggerisce che l'utilizzo di tecniche basate sul NGS del microbiota fecale (peraltro relativamente poco costose, ca 200 €/campione) costituisce un importante strumento di supporto alla diagnostica medica o agli studi sell'impatto della dieta sulla salute.

 

 

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